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New York - Ironizzar cantando “Trentatré trentini trottarono a Trento…” « Indietro


Ironizzar cantando “Trentatré trentini trottarono a Trento…”
...ed alla Carnegie Hall
di New York


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Principale finalità del progetto newyorkese? Un percorso formativo per ragazzi dai 15 ai 22 anni articolato sulla memoria, rivolto alla comunità trentina che vive a New York City — in particolare la seconda generazione, figli e nipoti degli emigranti trentini e nonesi — e che li vede esibirsi in eventi corali pubblici presso la St. Paul Chapel, la Transfiguration Church a Maspeth, il Club Trentino New York nel Queens e presso il Convento di Suore del Preziosissimo Sangue di Brooklyn, dove i ragazzi e i docenti peraltro risiedono durante il soggiorno newyorkese. Tutto questo grazie alla collaborazione con l’associazione Trentini nel Mondo di Trento, l’Ufficio Emigrazione della Provincia Autonoma di Trento e il Club Trentino New York rappresentato dal Presidente Michael Pancheri.

Oltre a esibirsi nei contesti sopraelencati, i ragazzi hanno anche avuto il privilegio di aprire “Art For Two” — il concerto con tre pezzi scritti dal compositore di fama mondiale Arthur Gottschalk — intonando “Suite Italiana”, un piccolo ricordo musicale italiano elaborato da M. Armando Franceschini, un medley di arie meravigliosamente d’antan che, possiamo dire, appartengono al corredo genetico di qualsiasi italiano, di qualsiasi generazione. Quelle melodie che ti sciolgono il cuore, tanto più se sei un expat, e l’Italia è una spiaggia lontana. “Baciami piccina”, “O mia bela Madunina”, “Ma le gambe”, “Arrivederci Roma”.

 

Così, prima dell’inizio del concerto, i ragazzi, seduti nelle prime due file della platea, si sono alzati, si sono girati verso il pubblico, e hanno cominciato a cantare. Noi de La Voce di New York eravamo presenti in galleria, e abbiamo notato, dall’alto, lo stupore e l’incanto del pubblico davanti a quel fuoriprogramma: dei giovani che attaccano a cantare — a cantare in italiano! — in un concerto dal programma solo strumentale. Esibirsi e stupire nel tempio dei giganti della musica internazionale: niente male per dei “piccoli” di un piccolo paese come Cles, di una piccola regione come il Trentino…


Il viaggio a New York è nato dalla collaborazione tra la Scuola Musicale Eccher e il maestro Arthur Gottschalk per la presentazione sul palco della Carnegie Hall di un nuovo lavoro discografico siglato PARMA Recordings nel quale l’Ensemble Vocale Eccher ha eseguito un brano corale.
L’ingresso sul palco dell’Ensemble è stato memorabile, e forse il pubblico americano non ha potuto coglierlo a pieno, per ovvio deficit culturale regionale. Ma noi italiane, anzi, noi trentine, l’abbiamo colto eccome.
I coristi e la direttrice Biondani sono entrati in scena canticchiando, interpretando, ripetendo a voci che apparentemente sembravano andare ciascuna per conto proprio, il tormentone che da sempre scioglie le lingue degli italiani, e perseguita i trentini… “Trentatré trentini entrarono a Trento tutti e trentatré trotterellando”. Il modo scanzonato, all’insegna del ludico e del divertissement con cui questi professionisti hanno rotto il ghiaccio e anticipato il mood della loro interpretazione di lì da venire ci ha lasciato piacevolmente stupefatti. Mai ci saremmo aspettati tanta audacia e tanta ironia da un coro che calca per la prima volta il palco di una sala da concerti come la Carnegie Hall, tempio sacro che fa tremare le ginocchia ai professionisti più navigati. Poi il coro si è cimentato nel brano scritto da Sauro Berti “Alifavole Op. 5 For Soloist and Some Friends”.





Art For Two



 
 
Scuola di Musica Eccher
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